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L'OFI ha prodotto finora 21 rapporti annuali su "La fiction italiana/L'Italia nella fiction", pubblicati nella collana VQPT - RAI ERI; si tratta dell'unica ricerca longitudinale sulla televisione mai realizzata in Italia, e una delle poche esistenti a livello internazionale. Ogni rapporto contiene approfondite analisi quantitative e qualitative dei dati dell'offerta stagionale, dei trend di mercato, dei generi e dei programmi di maggior interesse, delle audience; nonchè le recensioni di tutti i titoli di fiction andati in onda nel periodo considerato. |
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SE VENT'ANNI SEMBRAN POCHI
Il titolo del volume, che in via eccezionale presenta due annualità della ricerca, allude al traguardo storico, raggiunto dall’Osservatorio sulla Fiction Italiana: venti anni di attività. Il volume infatti presenta il ventesimo e il ventunesimo rapporto di ricerca OFI, relativi, rispettivamente alle stagioni 2007-2008 e 2008-2009.
Nel corso di queste due stagioni si è registrata una progressiva contrazione dell’offerta di fiction italiana inedita programmata da Rai e Mediaset che, nella stagione 2008-2009 è scesa a 646 ore. Proprio in questa stagione si è registrato un significativo allargamento della forbice dell’offerta fra Rai e Mediaset, con l’emittente pubblica che ha programmato il 60% della fiction del 2008-2009. Alla base del calo dell’offerta vi è stata innanzitutto una drastica contrazione della produzione di lunga serialità quotidiana. La perdurante concentrazione della fiction italiana su Raiuno e Canale 5 (nelle due stagioni, rispettivamente il 66% e il 63% dell’intera offerta) ha continuato a indirizzare le scelte editoriali verso un prodotto largo e generalista. Una mission sempre più difficile da perseguire all’interno del panorama televisivo italiano, dove Sky da un lato, e il digitale terrestre dall’altro, hanno ormai contribuito a erodere il pubblico di Rai e Mediaset e ad accelerare il processo di frammentazione delle audience. Dal canto suo la televisione satellitare ha cominciato a investire nella fiction domestica ma, in termini quantitativi, la produzione di fiction da parte delle reti satellitari anche in questa stagione è stata poco più che residuale (5% del volume orario complessivo). La fiction più vista della stagione 2007-2008 è la miniserie Rebecca (tratta dal medesimo romanzo alla base del capolavoro diretto da A. Hitchcock), trasmessa da Raiuno e vista da quasi otto milioni di spettatori. Più sorprendente la classifica degli ascolti della stagione 2008-2009 guidata da due titoli seriali di lungo corso: Il commissario Montalbano, trasmesso da Raiuno e seguito da una audience superiore a otto milioni, e la terza stagione de I Cesaroni, in onda su Canale 5 e vista, in media, da circa sette milioni di spettatori.
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LA POSTA IN GIOCO
Nella stagione 2006-2007 Rai e Mediaset hanno trasmesso complessivamente 799 ore di fiction italiana inedita. Per entrambe le emittenti si tratta del volume di produzione più elevato delle ultime due decadi. La Rai ha programmato il 54% del totale della fiction italiana della stagione. L’offerta stagionale ha visto crescere anche il numero dei titoli, in tutto 69, e le miniserie sono tornate ad essere il formato più praticato. Un elemento di discontinuità rispetto alla stagione precedente, è costituito dalla contrazione dell’offerta di prima serata. Il significativo incremento interstagionale è stato dunque ottenuto grazie all’aumento consistente di lunga serialità economica destinata al daytime. Nella stagione in cui l’industria televisiva ha raggiunto il suo apice produttivo, la fiction italiana ha cominciato a registrare una contrazione fisiologica degli ascolti, legata all’erosione delle audience della tv generalista da parte delle reti satellitari che, proprio in questa stagione, hanno finalmente programmato i primi titoli di fiction italiana di produzione: Jimmy factory (Canal Jimmy), Boris (Fox). La fiction di maggior successo della stagione è stata Papa Luciani. Il sorriso di Dio, programmata da Raiuno e vista da più di nove milioni di spettatori. |
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LA BELLA STAGIONE
La stagione 2005-2006 ha fatto registrare un ulteriore incremento dell’offerta di fiction italiana inedita che per la prima volta ha superato le 700 ore. In tutto Rai e Mediaset hanno programmato complessivamente 726 ore di fiction. Canale 5 ha trasmesso l’85% della produzione Mediaset, Raiuno il 48% dell’offerta Rai. Complessivamente le reti ammiraglie delle due emittenti hanno programmato il 67% della fiction italiana in prima visione. Si tratta di un dato che consolida le strategie seguite da Rai e Mediaset nelle precedenti stagioni e che conferma il ruolo assegnato alla fiction: quello di prodotto generalista e trasversale. Il numero dei titoli è rimasto pressoché stabile rispetto alla stagione precedente (62 contro 64). La novità più significativa è rappresentata dal calo delle miniserie che, pur restando numerose non sono più il formato maggioritario della fiction italiana. Ma a crescere non è stata la lunga serialità, ma le serie all’italiana (4-8 episodi). Come nella stagione precedente, la fiction più vista del 2005-2006 è stata una miniserie dedicata alla vita di Papa Wojtyla: Giovanni Paolo II, è andata in onda su Raiuno ed è stata seguita da oltre 11 milioni di spettatori. |
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LE RADICI E E FOGLIE
La stagione 2004-2005 si è caratterizzata per un deciso incremento dell’offerta di fiction domestica inedita (+ 9%) che ha sfiorato la soglia delle 700 ore. Rai e Mediaset hanno programmato complessivamente 696 ore di fiction, con una leggera prevalenza dell’offerta Mediaset (52%). Sono cresciuti in modo significativo anche i titoli: 11 in più rispetto alla stagione precedente. In tutto le fiction italiane inedite del 2004-2005 sono state 64, metà delle quali realizzate nel formato della miniserie. A fronte di una debole continuità produttiva (solo 1 titolo su 4 era la prosecuzione di una fiction già in onda in stagioni precedenti) si è registrata una marcata continuità editoriale che ha il suo fulcro nelle miniserie ambientate in un passato più o meno recente. Le fiction di ambiente non contemporaneo (biografie, racconti basati su eventi storici, adattamenti letterari) hanno rappresentato il 40% dei titoli di prima serata. Le due fiction più viste della stagione sono state, nell’ordine, Karol – Un uomo diventato papa, seguita da quasi 13 milioni di spettatori, e Paolo Borsellino, il cui ascolto medio è stato di poco inferiore agli 11 milioni. Entrambe le miniserie sono andate in onda su Canale 5. |
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LONTANO NEL TEMPO
Nel 2003-2004, per la quarta stagione consecutiva, l’offerta di fiction italiana inedita da parte di Rai e Mediaset si è mantenuta al di sopra delle 600 ore: 636 ore, in leggera crescita (+ 2%) rispetto alla stagione precedente. Il dato più significativo del passaggio interstagionale è l’incremento dei titoli (+ 12%) decisamente più consistente di quello del volume orario. Non è un caso, visto che a crescere sono i formati brevi: la miniserie, dopo la flessione registrata nella scorsa stagione, torna ad essere il formato privilegiato della fiction italiana, quello in cui si realizza più della metà dei titoli. Eppure è nella produzione seriale che si registrano le novità più interessanti. Su Italia 1 ha esordito Camera Café, il primo esempio di serialità interstiziale realizzato in Italia. Nell’offerta di prima serata entrambe le emittenti hanno puntato sulla serialità in costume con Elisa di Rivombrosa (Canale 5) e Orgoglio (Raiuno), mentre negli anni precedenti le ambientazioni non contemporanee erano riservate alle miniserie storiche e biografiche, peraltro sistematicamente presenti anche in questa stagione. E’ una biografia religiosa la fiction di maggior successo 2003-2004: Madre Teresa, programmata da Raiuno e seguita da oltre dieci milioni di spettatori. |
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IL RITORNO DEL GIA' NOTO
L'offerta di fiction televisiva italiana 2002-2003 è caratterizzata ancora una volta da una sostanziale stabilità produttiva: Rai e Mediaset hanno mandato in onda 623 ore di prodotto inedito. Elemento caratterizzante della stagione è quello del significativo grado di continuità raggiunto dall'industria televisiva italiana: più di un terzo dei titoli del 2002-2003 è costituito da nuove edizioni di fiction già andate in onda nelle precedenti stagioni. Un risultato che si deve all'intenso processo di serializzazione della fiction domestica, tra soap e serial lunghi da primetime. In controtendenza rispetto alla passata stagione, l'offerta di miniserie di entrambi i broadcaster è diminuita (14 contro le 24 del 2001-2002), anche se si è tornati a produrre anche miniserie lunghe, in 4 e persino 6 parti. Il cosiddetto formato nobile resta comunque ben insediato nella classifica dei programmi più visti, che vede in prima posizione la miniserie in due parti Un posto tranquillo, trasmessa da Raiuno e vista da oltre dieci milioni di spettatori. |
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STORIE E MEMORIE
L'offerta di fiction televisiva italiana, nella stagione 2001-2002, è rimasta pressochè stabile. Rai e Mediaset hanno trasmesso 648 ore di fiction inedita. Nonostante ciò, se è vero che non c'è stata flessione, altrettanto vero che la per la prima volta, dopo cinque stagioni, il bilancio stagionale non registra una crescita ed all'insegna di una sostanziale stabilità. Paradossalmente, le risorse dell'industria domestica non si sono mai viste tanto all'opera come nella programmazione 2001-2002. E' accaduto, in particolare, durante la programmazione autunnale quando, per la prima volta ed in maniera sistematica, la messa in onda di fiction nel prime time ha assunto cadenza quotidiana. Ma la vera novità della stagione l'enorme successo riscosso dalle miniserie, che occupano i primi posti nella classifica dei programmi più visti. Si tratta in particolare di produzioni a sfondo storico e memorialistico. La minisierie Papa Giovanni, di Raiuno, il programma che ha registrato gli ascolti più alti della stagione. |
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PER VOCE SOLA E CORO
La stagione '00-'01 segna la punta piu' alta nell'offerta di fiction tv nazionale. I due broadcaster Rai e Mediaset hanno trasmesso oltre 650 ore di fiction italiana in prima visione. Un risultato storico che consente all'Italia di ridurre il gap nell'offerta di fiction rispetto ai grandi mercati europei. Caratterizza la stagione uno sviluppo a due velocita'. Alcune tipologie di produzione (le miniserie ad alto budget e il serial drama quotidiano) mostrano di aver raggiunto una apprezzabile affidabilita' in termini di qualità e di ascolto; di altre (la lunga serialità settimanale da prime time) l'industria televisiva nazionale non è ancora riuscita a mettere a punto convincenti formule standard. Sono proprio i deludenti risultati di alcune serie ad abbassare l'incidenza dei grandi ascolti rispetto alla precedente stagione. E' una miniserie evento, Padre Pio fra cielo e terra, il programma di maggior successo della stagione. |
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PASSAGGIO A NORDOVEST
La stagione '99-'00 rappresenta un importante punto di svolta per la fiction italiana. Per la prima volta dal 1988, da quando cioe' e' attivo il monitoraggio dell'OFI, l'offerta di fiction domestica supera la soglia delle 500 ore. Un traguardo che conferma il trend di crescita gia' in atto da alcune stagioni. L'Italia resta uno dei mercato televisivi europei in cui si produce il maggior numero di miniserie, proseguendo una tradizione che risale agli sceneggiati. D'altro canto la serialita' continua a guadagnare terreno, arrivando a rappresentare circa l'80% del totale del volume orario. Un risultato cui contribuisce sia l'accresciuta offerta di soap, sia l'aumento della lunga serialità da prime time. E' il caso di programmi come la seconda serie di "Un medico in famiglia", o "Don Matteo", che ottengono ascolti lusinghieri. Rispetto alle stagioni precedenti si registra invece un calo di audience per le cosiddette serie all'italiana (6-8 episodi). L'ascolto piu' elevato viene realizzato dal "Padre Pio" interpretato da Sergio Castellitto. |
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RICOMPOSIZIONI
Nella stagione'98-'99 si accentua la tendenza al rialzo della produzione di Fiction, già in atto da qualche tempo. L'offerta di Fiction è, in termini di volume orario la più elevata degli anni novanta, anche se la capacità produttiva della industria televisiva italiana appare ancora limitata nel confronto con gli altri paesi europei. La serialità media e lunga copre i tre/quarti dell'offerta complessiva, mentre tra i formati non seriali o a debole serialità la miniserie conferma il suo ruolo di rilievo. L'offerta di Fiction si distribuisce in maniera abbastanza equilibrata nelle diverse fasce orarie. A tale proposito c'è da segnalare l'inserimento in prime time di una serie lunga come "Un medico in famiglia". Per quanto riguarda gli ascolti, la stagione si caratterizza per la forte incidenza dei "grandi successi", dovuta soprattutto ai positivi riscontri di alcuni titoli seriali. Il programma di maggior successo è "Commesse". |
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PROVANDO E RIPROVANDO
La stagione televisiva '97-'98 conferma l'avvenuta ripresa della produzione di Fiction italiana. La distribuzione dell'offerta per tipologia di prodotti segnala un'ascesa dei formati non seriali o a debole serialità, come il film-tv e la miniserie. La diversificazione dei formati è alla base di una distribuzione abbastanza equilibrata dell'offerta di Fiction per fasce orarie; per quanto riguarda il prime time, si accentua la concorrenza frontale tra le reti sul prodotto domestico. La Fiction italiana, nel momento in cui va compiendo il passaggio verso una produzione di tipo industriale, si rivela sempre più competitiva nei confronti del prodotto di importazione, ed appare stabilmente insediata nelle preferenze del pubblico. Sul piano dei contenuti, si segnala la forte presenza di storie che trattano i temi tipici dell'identità e della tradizione culturale italiana (famiglia e relazioni affettive, lotta al crimine, problemi sociali); ambientate in contesti nazionali (in particolare a Roma e in varie realtà provinciali). Il programma di maggior successo è "Il maresciallo Rocca 2". |
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ANDANTE CON MOTO
Nella stagione'96-'97 l'offerta di Fiction italiana appare finalmente in ripresa, dopo la fase recessiva delle ultime stagioni. Entrambe le emittenti aumentano l'offerta di serialità, redistribuendola nelle diverse fasce orarie. D'altro canto, in una stagione televisiva povera di prodotti particolarmente attraenti, c'è da registrare un ridimensionamento del pubblico della Fiction che investe soprattutto i livelli superiori dell'ascolto. Una interessante novità della stagione è il forte protagonismo femminile, in parte vanificato dalla perdurante difficoltà della Fiction italiana a costruire autentiche figure di "eroine". Infine, le emittenti pubbliche e private confermano l'orientamento prioritario ai temi della sfera privata, cui si associa una consistente presenza della Fiction di impegno sociale (giustizia, infanzia, lotta alla criminalità). Il programma di maggior successo è "Ladri si nasce". |
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IL SENSO DEL LUOGO
La stagione '95-'96 presenta due opposte tendenze. Da un lato, si aggrava ulteriormente la riduzione dell'offerta globale di Fiction che raggiunge il livello più basso degli ultimi otto anni. Dall'altro aumentano i successi, soprattutto quelli più elevati (le serate sopra i 7 milioni di ascoltatori). Per quel che riguarda i generi vi è una certa diversificazione all'interno della commedia, del dramma e del poliziesco; quanto ai formati sia Rai che Mediaset aumentano l'offerta di serie di media e lunga durata. Da segnalare la riscoperta della provincia italiana, e delle comunità che vivono nei piccoli centri urbani. Una serie, "Il Maresciallo Rocca", è il programma di maggior successo. |
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CIAK, SI GIRA!
La stagione '94-'95 si caratterizza per un diminuzione dell'offerta di Fiction, ma anche per la presenza di programmi di notevole qualità e di elevati picchi di ascolto. Tra gli aspetti più significativi di questa stagione c'è l'assenza di protagonisti forti, capaci di lasciare tracce profonde nell'immaginario collettivo. La sfera privata, in particolare i rapporti familiari e di coppia, costituisce il tema dominante della Fiction di entrambe le emittenti. Viene meno la tradizione, che aveva caratterizzato negli anni passati la Rai, di utilizzare la cronaca come risorsa narrativa, mentre si conferma la predilezione Rai per i formati brevi, film-tv e miniserie, mentre Fininvest è più orientata verso la serialità con un'elevata offerta di sitcom. Il programma di maggior successo è "La Piovra 7". |
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E' ARRIVATA LA SERIALITA'
La stagione '93-'94 si caratterizza per una forte presenza di Fiction seriale nei palinsesti di Rai e Fininvest. Per il broadcaster pubblico si tratta soprattutto di serie episodiche, mentre per quello privato, di sitcom e serial. Sul piano dei contenuti, prosegue la tendenza a prendere le distanze dall'Italia contemporanea, con un'offerta ricca di storie internazionali ed esotiche o ambientate nel passato anche recente del nostro paese. Entrambe le emittenti, e in particolare Fininvest, sembrano aver trovato nei reality-show un'alternativa economica alla Fiction. E' questa una delle ragioni della flessione dell'offerta, nonostante i buoni risultati d'ascolto che il prodotto domestico riesce ad ottenere. Il programma di maggior successo è l'hospital "Amico mio": per la prima volta si tratta di una serie. |
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IL BARDO SONNACCHIOSO
Come anche il titolo del rapporto sottolinea, la stagione '92-'93 non è stata particolarmente brillante. Innanzitutto si è verificata una drastica riduzione (quasi 100 ore) del totale dell'offerta rispetto alla stagione precedente. A questo si è aggiunta una diminuzione dei successi, con risultati deludenti di alcune produzioni su cui erano riposte grandi aspettative. Ma il bilancio della stagione non è del tutto negativo per la presenza di un gruppo di programmi che hanno saputo coniugare qualità e audience. Il programma di maggior successo è "Un figlio a metà", una storia familiare di taglio intergenerazionale che esemplifica la tendenza della stagione a prendere le distanze dai soggetti ispirati alla cronaca. |
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NON E' LA STESSA STORIA
Nella stagione '91-'92 l'offerta di Fiction sembra rispondere innanzitutto ad una "logica della distinzione" fra Rai e Fininvest. L'emittente pubblica continua a privilegiare Fiction d'attualità legate a problemi sociali, realizzate prevalentemente nei formati brevi dei film-tv e miniserie, mentre Fininvest sembra preferire storie centrate sul privato e formule narrative seriali. Un'altra caratteristica della stagione è la sensibile diminuzione di storie ambientate nell'Italia contemporanea che si può attribuire all'aumento delle coproduzioni. Il programma di maggior successo è "La storia spezzata". |
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SCENEGGIARE LA CRONACA Il tratto distintivo della stagione '91-'92 è una massiccia presenza dell'attualità sociale nella Fiction: oltre alla criminalità organizzata (la grande ossessione dell'immaginario italiano), le storie affrontano temi quali la violenza sessuale e razzista, l'abbandono e lo sfruttamento dei minori, l'emarginazione metropolitana, la pericolosità della vita urbana. "Sceneggiare la cronaca" è una scelta tematico-narrativa che caratterizza soprattutto la Fiction Rai, mentre la Fiction Fininvest presta più attenzione alla vita privata (famiglia, coppia, amicizia). Il programma di maggior successo è "La Piovra 5". |
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IL REALE E' IMMAGINARIO
Il volume presenta i risultati dei primi due anni del monitoraggio OFI sulla Fiction italiana (stagione 88'-'89 e '89-'90). La ricerca prende in considerazione tutta la Fiction domestica in prima visione trasmessa dalle due emittenti nazionali. Il programma di maggior successo della stagione 88'-'89 è "La Piovra 4", quello della stagione '89-'90 è "Un Bambino in fuga".
Sin da questo primo volume, che in via eccezionale comprende l'analisi di due stagioni, si precisa il duplice obiettivo dei rapporti di ricerca OFI: fornire una documentazione completa e sistematica dell'evoluzione stagionale della Fiction italiana (volume e caratteristiche dell'offerta, strategie di programmazione, risultati e tendenze degli ascolti) e analizzare l'immagine della società italiana che emerge dalle narrative televisive. |
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Eurofiction |
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EUROFICTION 2002
Sesto rapporto Eurofiction. Per l'industria della fiction televisiva il 2001 è stato l'anno del turbulent environment. Contrazione degli investimenti pubblicitari con conseguente taglio dei budget per la fiction (notoriamente il più pregiato e costoso dei contenuti), debolezza del settore della produzione indipendente, l'enorme popolarità dei reality e game show, e la scarsa capacità di rinnovamento e di rigenerazione del drama hanno influito sulle priorità strategiche dei broadcaster europei. Nonostante il clima turbolento il volume dell'offerta di fiction tv non è mai stato così abbondante come nel 2001: 5.883 ore nell'insieme dei cinque paesi europei +5,7% rispetto al 2000). La crescita è da attribuire a Spagna e Italia che nel 1996 costituivano gli anelli più deboli dell'apparato produttivo europeo. La Francia registra un ulteriore calo di offerta la cui principale causa risiede nell'assenza della fiction de journée e in generale nel fatto che le reti francesi si sono astenute finora dall'imboccare la via della lunga serialità. Il volume contiene anche una focus section su Portogallo e Polonia. |
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EUROFICTION 2001
Quinto rapporto Eurofiction. Il 2000 - rispetto ai quattro anni precedenti - fa registrare per la prima volta una flessione nel volume orario complessivo dell'offerta nei cinque paesi considerati: 5564 ore, rispetto alle 5786 del 1999. Il calo è da attribuire a Spagna (-266 ore) e Francia (-50 ore). L'Italia invece abbandona per la prima volta la posizione di "fanalino di coda" che aveva occupato negli anni precedenti, e si colloca al quarto posto fra i grandi paesi produttori, dopo Germania, Regno Unito e Spagna. Rispetto ai formati il 2000 conferma la costante ascesa delle serie che sono passate dal 224 titoli del 1996 ai 293 del 2000 e il diffondersi degli episodi di durata hour long, i più praticati a livello internazionale per le drama series. Accanto alle tradizionali sezioni su Francia, Inghilterra, Germania, Spagna e Italia, il volume contiene anche una focus section su Canada, Grecia, e Svezia. |
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 EUROFICTION 2000
Quarto rapporto Eurofiction. Il 1999 ha visto un ulteriore aumento del numero di ore di fiction tv inedita trasmessa dalle televisioni dei cinque principali partner della ricerca: 5786 ore, che comprendono per la prima volta anche l'offerta delle televisioni "autonomicas" spagnole. Da segnalare l'assestamento produttivo di Germania e Regno Unito, l'aumento della produzione francese e la crescita del volume d'offerta spagnolo e italiano. Il rapporto fornisce un'analisi comparativa e per singolo paese del panorama audiovisivo di ciascun paese, con l'aggiunta di una speciale focus section su Olanda, Turchia, Svizzera, Russia e Danimarca. Chiude il volume un'estesa filmografia dei programmi piÿ popolari e interessanti. |
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 EUROFICTION 1999
Terzo Rapporto Eurofiction. Nel 1998 la Fiction domestica inedita trasmessa dall'insieme delle reti televisive dei cinque maggiori paesi europei (Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Italia) ha superato per la prima volta la soglia delle cinquemila ore di offerta (5.095). Accanto a un'analisi comparativa dei principali risultati (relativi a formati, generi, tipologie di produzione, fasce orarie, indicatori culturali) il rapporto offre un quadro approfondito della situazione dell'industria televisiva in ciascun paese - con l'aggiunta della Danimarca e della Turchia -, nonché una filmografia dei programmi di maggior successo. |
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 EUROFICTION 1998
Secondo Rapporto Eurofiction, relativo all'anno 1997. L'offerta di prodotto domestico nei cinque paesi ammonta a 4.771 ore, il 16% in più rispetto all'anno precedente. Aumenta soprattutto la Fiction del daytime. Nel rapporto sono comprese anche Russia e Svizzera. |
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 EUROFICTION 1997
Primo Rapporto Eurofiction. Presenta i dati relativi all'offerta di Fiction tv domestica trasmessa in prima visione nel corso del 1996: 4.120 ore, meno del 10% dell'intero volume di programmazione di Fiction - domestica e straniera, in prima visione e in replica - che ammonta a circa 50.000 ore. |
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