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1954
Come ormai sanno tutti (ed è stato impossibile sfuggire all'euforia
celebrativa della Rai, soprattutto nei giorni di festa...) , il
2004 segna i primi 50 anni della televisione italiana. Il 3 gennaio
del 1954 iniziavano le trasmissioni regolari (emissioni sperimentali
datano già dal 1949) della Rai, con un annuncio di benvenuto
e il rotocalco Arrivi e partenze con Mike Bongiorno...
Iniziamo da questa settimana a a tratteggiare una storia sintetica
della tv attraverso il genere che più ci interessa, ovvero
la fiction. Anno per anno, passeremo in rassegna i titoli più
celebri, quelli più memorabili, capaci di evocare le ormai
leggendarie stagioni della giovinezza televisiva. Il 1954 è
senza dubbio l'anno de Il dottor Antonio, il primo di una
lunghissima serie di sceneggiati tratti da opere letterarie, e già
noto per una sua celebre versione radiofonica interpretata da Rina
Morelli e Roldano Lupi. Il dottor Antonio, riduzione dell'
omonimo romanzo del 1855 di Giovanni Ruffini, diventerà il
prototipo dello sceneggiato più classico: una storia d'amore
contrastata, un eroe romantico e idealista, sullo sfondo di tumultuose
vicende storiche (meglio se Risorgimentali...). E'curioso scoprire
che Ruffini, scrittore ligure, scrisse il suo romanzo in inglese
(e inglese è la sfortunata Lucy amata dal protagonista),
e che il successo Oltremanica fu determinante anche per la scoperta
turistica delle Cinque Terre da parte dei viaggiatori del Regno
Unito.
Il dottor Antonio, sceneggiato in quattro parti trasmesso
a partire dal 16 novembre 1954, racconta la "sublime"
vicenda di un giovane medico, esule siciliano a Bordighera, che
si innamora ricambiato della giovane nobile Lucy. Separati dalla
differenza di classe, i due si ritroveranno anni dopo, ma non riusciranno
a coronare il loro amore. Attivamente impegnato in politica, Antonio
morirà nelle carceri borboniche dopo aver combattuto sulle
barricate e detto addio all'amata letteralmente per carità
di Patria...
Diretto da Alberto Casella, esordiente nella regia, "ovviamente"
impostato e ancora fedelissimo alla parola scritta da Ruffini, lo
sceneggiato è ottocentesco non solo per temi e atmosfere,
ma anche per la sua vocazione didattica e l'accento posto su valori
quali il sacrificio eroico. E' insomma, "televisione sull'Ottocento
e Ottocento della televisione", come ha scritto Oreste De Fornari
nel suo delizioso Teleromanza (Mondadori, 1990). Il protagonista,
Luciano Alberici, attore teatrale che morirà romanticamente
in scena nel 1973, fu il primo beneficiario della fama televisiva,
divenendo popolarissimo. Con notevole anticipo suo tempi, il battage
pubblicitario de Il dottor Antonio fu spinto da una sinergia
con il Radiocorriere Tv, che indisse il concorso "Volti
nuovi per la Tv" alla ricerca di future star...
(F.V.) |
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