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| Le parole per dirlo |
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Il glossario comprende unampia selezione di termini relativi alla fiction televisiva, pertinenti a differenti aree (formati, narrazione, produzione, offerta). Le definizioni, soprattutto per quel che riguarda le strutture formali e produttive della fiction, hanno carattere storico-esemplificativo.
Il glossario è un work in progress, nuove voci verranno aggiunte su base mensile. |
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| ANTHOLOGY PLOT |
Equivalente di plot episodico. |
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| AUDIENCE MEDIA |
Numero medio dei telespettatori di un determinato programma (o fascia oraria). E' un valore assoluto espresso in migliaia, ricavato dal rapporto fra due valori: 1) il totale dei telespettatori presenti in ciascun minuto di un dato intervallo di tempo 2) il numero di minuti dell'intervallo stesso. |
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| AUDITEL |
E' la società (fondata nel 1984) che in Italia si occupa di rilevare e diffondere i dati relativi all'ascolto televisivo. Ne fanno parte: la Rai, le emittenti private (nazionali e locali), le aziende che investono in pubblicità (UPA). La rilevazione, affidata alla AGB Italia e attiva dal 7 dicembre 1986, si basa su un campione rappresentativo dell'intera popolazione Italiana. Il campione auditel è composto da 5000 famiglie (circa 15.000 individui). Tramite il meter installato nelle case-campione, avviene la registrazione automatica del consumo televisivo, minuto per minuto, degli individui del campione. I dati così raccolti vengono espansi all'intero universo statistico di riferimento e quindi elaborati. I principali dati forniti da Auditel sono l'audience media, la share, il rating. La misurazione del mercato televisivo, che risponde a esigenze di pianificazione pubblicitaria e di programmazione editoriale, ha un ruolo fondamentale nel funzionamento economico della televisione. In tutti i mercati televisivi maturi è svolta da società come la Nielsen (USA), Mediametrie (Francia), BARB (Regno Unito), Sofres (Spagna) che utilizzano procedure simili a quelle di Auditel. |
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| BIBBIA |
E' il documento progettuale che contiene in forma descrittiva e dettagliata tutti gli elementi che definiscono l'identità di un prodotto seriale. Nella bibbia sono contenuti il concept, i prOFIli dei protagonisti e degli altri personaggi fissi, il genere, il tono e la struttura-tipo degli episodi, la situazione di partenza e le eventuali linee di sviluppo, l'ambientazione, la filosOFIa e gli universi (valoriali, dell'immaginario) di riferimento, i soggetti dei differenti episodi. Se si tratta di un serial, in luogo dei soggetti episodici vengono indicate le principali storylines con relative ipotesi di sviluppo. Nel caso delle soap o comunque delle serie caratterizzate da forti elementi di continuità inter-episodica, la bibbia viene continuamente aggiornata per conservare memoria del vissuto della serie e dei cambiamenti avvenuti nella "storia" del programma. E' dalla bibbia che i vari (e di solito numerosi) sceneggiatori che scrivono gli episodi di una serie o le puntate di un serial traggono tutte le informazioni necessarie per realizzare script coerenti con il complessivo progetto seriale. |
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| BROADCASTER |
Sostanzialmente è un sinonimo di emittente. In senso più generale indica chi presiede e più genericamente chi fa televisione. Per l'etimologia del termine, vedi Broadcasting. |
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| BROADCASTING |
In linguaggio tecnico indica la trasmissione Hertziana (via etere) di segnali della radio e/o della televisione. La trasmissione via etere è la modalità tecnica che ha caratterizzato la televisione generalista. Perciò questo termine è divenuto equivalente di televisione, e più esattamente di televisione generalista. |
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| COLLECTION |
La collection, o antologia, è una raccolta di tv movie unificati da uno stesso filo conduttore: la trattazione di problemi sociali, la ricostruzione di casi di cronaca, storie "di genere" (dal poliziesco alla love-story) o altro. Un esempio è "Donne al bivio", pluriennale appuntamento di Raiuno con tv movie americani ispirati a drammatiche storie di donne. La cadenza di programmazione dei titoli di una collection è, di norma, settimanale. Una collection può essere fin dall'inizio progettata come tale, o può essere ricostituita ex post, mettendo insieme pezzi originariamente prodotti come singoli. In Italia le collection sono rare e sono preferibilmente composte da miniserie, piuttosto che da tv movie (ad es. "Delitti e segreti" e "La Bibbia"). |
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CONTINUING STORY
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Detta anche running plot, è la linea narrativa che scorre ed evolve da una puntata all'altra di una miniserie o di un serial, o da un episodio all'altro di una serie a incastro; in quest'ultimo caso può essere considerata la "componente serial" della serie. Nelle puntate dei serial e nelle serie maggiormente complesse (ad es. "E.R.") sono normalmente intrecciate più continuing stories. |
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| DAILY SOAP |
E' il modello classico di soap, con episodi da trenta minuti, trasmessi in daytime, a cadenza quotidiana, nei giorni feriali (vedi Soap). |
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| DAYTIME |
L'insieme delle fasce orarie del mattino e del pomeriggio, caratterizzato per lo più da una programmazione "a striscia" (lo stesso programma nella stessa collocazione oraria giorno dopo giorno), ideale per la lunga serialità. |
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| DRAMA |
E' il nome con cui, specialmente negli ambienti professionali dell'industria televisiva inglese e statunitense, viene definita la fiction tv. Ad es. nei bilanci annuali della BBC si può trovare l'ammontare degli investimenti nel drama, e su Variety si possono seguire gli andamenti d'ascolto delle drama series americane della stagione. Drama è però una definizione meno onnicomprensiva di fiction; ricopre tutta la vasta gamma dei generi e sottogeneri in senso lato drammatici (dalla soap al poliziesco), ma non si applica alle produzioni di genere comico (ad es. le sitcom) che rientrano nella definizione distinta e separata di comedy. |
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| DRAMEDY |
Genere ibrido frutto della contaminazione fra dramma e commedia. "Un medico in famiglia" è la più famosa dramedy della fiction italiana. |
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| EPISODIO |
E' un segmento narrativo autonomo e compiuto, che racconta una storia dall'inizio alla fine. Gli episodi sono le unità che compongono le serie; di norma ogni episodio è identificato da un titolo specifico, autonomo rispetto a quello del programma di cui fa parte. |
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| FASCIA ORARIA |
Ciascuno dei blocchi orari in cui è suddiviso il palinsesto. In Italia le principali fasce orarie sono il daytime, il preserale, il prime time, e la fascia notturna. Alle diverse fasce orarie corrispondono differenti bacini di ascolto la cui maggiore o minore ampiezza determina il valore economico che le diverse fasce orarie rivestono per investitori pubblicitari ed emittenti. |
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| FEUILLETON |
Forma di romanzo popolare a puntate che costituisce il progenitore dei serial televisivi (soap e telenovela).
Il feuilleton nasce in Francia negli anni trenta dellOttocento e si diffonde rapidamente in altri paesi europei e nel continente americano. Il nome è di origine giornalistica; si chiamava così il taglio basso della prima pagina di giornale, destinato di norma a ospitare articoli di critica teatrale o letteraria. In questa collocazione furono pubblicati dai quotidiani francesi dellepoca i romanzi a puntate detti, appunto, feuilleton. Il primo fu La vieille fille (1836) di Honoré de Balzac, il più popolare I misteri di Parigi di Eugène Sue.
Numerose caratteristiche accomunano il feuilleton ai serial televisivi:
1) una segmentazione narrativa in puntate, con la promessa di una prosecuzione imminente (il giorno dopo) tesa a fidelizzare il lettore;
2) il ricorso ai meccanismi di suspense, in funzione di "gancio" a chiusura delle puntate e ancor più quando si approssimavano le scadenze trimestrali di rinnovo degli abbonamenti.
3) la lunga durata della narrazione. I feuilleton si protraevano di norma per alcuni mesi e, nei casi di particolare successo, gli autori erano sollecitati sia dai direttori dei giornali sia dal pubblico a procrastinare ulteriormente la chiusura ("il successo allunga", si diceva).
4) un rapporto stretto e interattivo tra autore, lettore, romanzo. Il fatto che il feuilleton venisse scritto giorno per giorno rendeva le trame particolarmente "porose", disponibili ad assorbire stimoli ed influenze esterne. Molti spunti venivano dalle stesse pagine dei giornali, negli articoli di cronaca. Inoltre, poiché il successo del feuilletton veniva decretato da un pubblico di massa, generale e interclassista, degli umori e delle reazioni di questo pubblico si doveva tener conto più o meno in tempo reale. |
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| FICTION |
Fiction è la parola con cui nella lingua inglese si definiscono tutte le opere di immaginazione e di fantasia. Nel suo significato più diffuso, tuttavia, il termine fiction designa una forma specifica di produzione immaginaria: la narrativa, il racconto di storie o, ancora con un'espressione inglese, lo story-telling. A seconda dei diversi linguaggi e dei diversi media di comunicazione a cui si accompagna, la narrativa o fiction può essere orale (i racconti dei bardi e dei cantastorie), scritta (i romanzi), cinematografica (i film), e finalmente televisiva (serie e serial, miniserie e film tv). Per fiction televisiva, dunque, si intendono le storie che vengono create e realizzate espressamente per il piccolo schermo. |
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| FILM-TV |
Il film tv o tv movie (TVM) è un film destinato alla televisione, e non al circuito di sala. Al pari del film cinematografico è un "pezzo unico", (one-off in inglese, téléfilm unitaire in francese) della durata di 90 minuti circa. Non è diviso in puntate o in episodi, non è seriale come lo è di norma la fiction televisiva.
In Italia il film tv è un formato scarsamente praticato a differenza di quel che accade ad esempio in Francia o in Germania. Negli Usa (ma anche in Canada), grandi produttori di TVM, la tipologia prevalente di film tv è stata per oltre un quindicennio il "Movie of the week" (MOW), ovvero film tv prodotti per le tv generaliste in quantità elevate, tali da garantirne una programmazione su base settimanale.
In conseguenza degli elevati volumi i MOW sono realizzati con budget medi che non prevedono e non consentono, nella gran parte dei casi, la presenza di star fra gli interpreti, e sono caratterizzati da uno stile visuale essenziale. Il MOW deve pertanto basare la sua capacità di attrazione su altri requisiti: la forza della storia (sovente basata su temi di attualità o tratta dalla cronaca) o la riconoscibile appartenenza a un genere popolare, ad es. il poliziesco/thriller. In Italia il ciclo "Nel segno del giallo", che ha ormai da anni un posto stabile nella serata del sabato di Raidue, è alimentato interamente da film tv, americani e tedeschi, mentre il celebre ciclo "Donne al bivio" ha presentato decine di MOW di produzione USA, basati su temi di attualità.
Attualmente il MOW sta vivendo un momento di relativa empasse, sia per un effetto saturazione sui network tradizionali, sia perché i numerosi canali a pagamento che hanno nel cinema il loro contenuto privilegiato, e che hanno iniziato da qualche anno ad investire in produzione, prediligono prodotti che per cast, temi e strutture formali, siano maggiormente vicini agli standard cinematografici. |
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| FORMATO |
Si definiscono formati le varie tipologie di fiction, all'incrocio tra numero, morfologia (episodio o puntata) e durata delle parti, e formula narrativa (narrazione aperta o chiusa, episodica o evolutiva). La fiction televisiva nasce con la tv generalista e modella le proprie forme sulle esigenze del broadcasting, e cioè: trasmissione su base continuativa e organizzazione dei programmi all'interno di una griglia standardizzata (palinsesto). I vari programmi televisivi (ivi compresa la fiction) sono quindi sottoposti a differenti gradi di serializzazione, in base alla frequenza di messa in onda (quotidiana, settimanale, una tantum). Ne deriva che uno degli elementi chiave per discernere le diverse morfologie della fiction televisiva è costituita dal diverso tipo e grado di serializzazione dei programmi. Ordinati secondo un ideale asse della serialità, i principali formati della fiction televisiva sono il film tv (non seriale), la miniserie (serialità debole), la serie (antologica, episodica, serializzata) e il serial (aperto o chiuso). |
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| INDUSTRIA TELEVISIVA |
Indica l'apparato produttivo e il complesso di attività necessarie alla realizzazione dei programmi televisivi. Di fatto i contenuti della tv si suddividono in due grandi categorie: programmi di flusso e programmi di stock. I primi (telegiornali, riprese di eventi, programmi da studio) per la loro realizzazione non presuppongono un processo produttivo in senso stretto e il loro sfruttamento si esaurisce (in linea di principio) con la prima messa in onda. I secondi invece (fiction, documentari, cartoni animati) necessitano di un vero apparato produttivo che realizza prodotti il cui utilizzo (potenzialmente) va al di là del primo passaggio e dà luogo ad un autentico mercato. E' al comparto dell'industria culturale che provvede alla realizzazione dei programmi di stock che si da il nome di industria televisiva. All'interno di questo aggregato, è la fiction ad occupare un posto di primo piano. Nei contesti in cui la produzione di fiction seriale è pienamente sviluppata (ad es. USA, Brasile, Germania, Regno Unito, Australia) essa realizza appieno tutte le caratteristiche di una vera industria: produzione a ciclo continuo di elevati volumi di prodotto, secondo procedure standardizzate, destinati ad uno sfruttamento su differenti mercati. |
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| LIGHT DRAMA |
Racconto di genere drammatico in cui i conflitti non presentano momenti particolarmente aspri o toni melò, ma si sviluppano attraverso modi rassicuratori (magari con interpolazioni comedy) ed evolvono verso soluzioni positive. Recenti esempi di light drama sono miniserie di successo come "Una storia qualunque" (con Nino Manfredi) o "Mio figlio ha settant'anni" (con Massimo Dapporto e Philippe Noiret). |
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| LINEA ORIZZONTALE |
Equivalente di continuing story. In particolare si riferisce alla cornice evolutiva che caratterizza le "serie all'italiana". |
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| LINEA VERTICALE |
Equivalente di plot episodico. Questa espressione, complementare a quella di "linea orizzontale", nasce per definire la tipica struttura della "serie all'italiana". |
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| MINISERIE |
La miniserie è una fiction televisiva suddivisa in puntate, per l'esattezza un piccolo numero di puntate: da due, che rappresenta la norma, a sei che è già un'eccezione (oltre le sei puntate si parla di miniserial), ciascuna nella pezzatura cinematografica dei 90 minuti. Sono miniserie le diverse edizioni de "La Piovra" e quasi tutti i capitoli de "La Bibbia". In termini di formula narrativa la moderna miniserie discende dallo sceneggiato e, sebbene sia presente nella produzione di tutti i paesi, Stati Uniti inclusi, va considerata una peculiare espressione della tradizione televisiva italiana. Ancor oggi l'Italia produce più miniserie degli altri paesi europei. Sul piano di quelli che si chiamano "i valori di produzione" il cast, le scenografie, i costumi, le riprese in esterni, e nell'insieme i costi la miniserie è il genere di fiction televisiva che maggiormente si ispira ai modelli cinematografici. Molte miniserie sono concepite, promosse e fruite come veri e propri "eventi televisivi". |
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| MOVIE OF THE WEEK (MOW) |
Film-tv prodotti dalle tv generaliste USA in quantità elevate, tali da garantirne una programmazione su base settimanale. |
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| NETWORK |
Un "rete" di stazioni televisive locali affiliate a una emittente nazionale. E il caso, ad esempio, delle televisioni terrestri USA: ABC, CBS, NBC (the Big Three), FOX, W.B., UPN. Per estensione il termine è divenuto un sinonimo di rete televisiva. |
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| PALINSESTO |
Schema ordinatore della programmazione televisiva secondo criteri di pertinenza fra i vari generi di programmi e i diversi momenti della giornata. Il palinsesto è suddiviso in fasce orarie (mattutina, pomeridiana, pre-serale, serale, notturna) e segmenti di fascia (ad esempio prima e seconda serata). |
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| PERIOD DRAMA |
Espressione inglese che include genericamente tutte le fiction di ambientazione storica (dramma in costume), ma designa in particolare gli adattamenti letterari. La televisione italiana delle origini (cfr. Sceneggiato) e in genere le televisioni europee di servizio pubblico hanno fatto larghissimo ricorso a questo filone, che dopo una fase di declino appare oggi in grande ripresa. Le miniserie ispirate ai classici della letteratura sono tuttora una specializzazione della televisione inglese, e le coproduzioni europee e talvolta intercontinentali degli ultimi anni hanno preso anch'esse a convergere sulle opere della narrativa classica e popolare: da "I viaggi di Gulliver", a "Il rosso e il nero", "Il conte di Montecristo", "I Miserabili". |
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| PILOT |
Il pilot è il primo episodio di una serie in fase di sviluppo, realizzato allo scopo di effettuare test su campioni di pubblico (come focus group) per verificare se il programma sarà in grado di incontrare il favore dei target per cui è pensato e quindi se vale la pena realizzarlo. All'interno dell' industria televisiva statunitense si tratta di una pratica consolidata, concentrata in primavera (la cosiddetta "Pilot season"), sorta di momento finale del lungo processo iniziato in autunno con la "pitch season". Realizzare pilot rappresenta una forma di parziale garanzia contro gli insuccessi, anche se è estremamente onerosa visto che, nel caso dei progetti bocciati, è un investimento a fondo perduto. Ad esempio, nel 1999 i network USA hanno commissionato 150 pilot; di questi 37 sono diventati serie effettivamente trasmesse.
In Francia molti film tv sono costruiti in modo da poter essere serializzati in caso di successo, rappresentando così una forma impropria di pilot.
In Italia le economie della fiction non permettono, se non in rari casi l'investimento in piloti. Un'eccezione è stata "La dottoressa Giò", di cui è stato realizzato un episodio pilota trasmesso da Canale 5 (1995) e poi, in base all'analisi dell'audience della trasmissione e a test interni, si è sviluppata la serie per Rete 4 (1997, 1998). Anche in Italia, come negli altri contesti produttivi, si realizzano puntate zero delle soap in sviluppo, al solo scopo di effettuare test aziendali prima delle concreta realizzazione del programma. |
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| PITCH |
Presentazione orale di un'idea per un film o una fiction effettuata da un autore ad un produttore allo scopo di "vendere" il progetto. Il pitch deve essere estremamente sintetico (2, 3 minuti), e comunicare in modo accattivante sia l'idea del programma di cui si propone la realizzazione sia le ragioni del suo interesse sotto il prOFIlo commerciale. Il pitch è una vera e propria "arte" le cui regole vengono insegnate nelle scuole di sceneggiatura.
Negli USA dove la produzione di fiction seriale è estremamente copiosa e richiede quindi procedure ferree e standardizzate, il processo produttivo dura un anno e ha tempi molto scanditi. Si comincia in estate con la "pitch season" in cui network e produttori selezionano fra centinaia di proposte i progetti su cui investire. Si procede quindi ad imbuto: entro novembre si presentano bibbia e script dei pilot; entro gennaio si scelgono i pilot da realizzare; a maggio/giugno ("pilot season") vengono realizzati e testati i piloti in vista della selezione finale che stabilisce quali nuove serie verranno effettivamente girate e messe in onda. |
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| PLOT |
Equivalente di trama, ovvero lordito complessivo delle differenti storylines (vedi) che costituiscono l'intreccio di una storia (racconto, romanzo, film, fiction). La struttura del plot cambia a seconda del tipo di fiction: plot principale e subplot (storie secondarie, subordinate alla storia principale) per la fiction non seriale; plot episodico ed eventuali continuing stories negli episodi delle serie; intreccio di differenti continuing stories nelle puntate dei serial. |
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| PLOT EPISODICO |
E' una vicenda che inizia, si sviluppa e si risolve nel corso di un episodio di una serie, antologica, episodica o serializzata che sia. Un episodio contiene sempre uno o più plot episodici che, a seconda del genere, possono essere un'indagine, un caso medico o legale, o un qualunque problema (drammatico o comico) che il protagonista risolve nel corso dell'episodio. La struttura narrativa del plot episodico nasce dall'incontro (e dallo scontro) dei personaggi fissi della serie con caratteri, ambienti o situazioni presenti in quel singolo episodio e destinati a non ricomparire più nella serie (gli assassini smascherati dal tenente Colombo o dal Maresciallo Rocca, i pazienti curati nell'ospedale di "Amico mio" o nel pronto soccorso di "ER", l'equivoco che scatena la comicità ne "La tata" o "Casa Vianello", i demoni sconfitti in "Streghe"). Nelle serie serializzate, la cui struttura è molto vicina al serial (ad es. "Dawson's Creek"), la dimensione episodica è legata al variare delle situazioni a fronte della sostanziale stabilità della comunità dei caratteri, che raramente contempla personaggi esterni. IL plot episodico viene definito anche anthology plot o, in modo improprio, "caso di puntata". |
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| PRESERALE |
Fascia oraria intermedia tra il daytime e il prime time. In italia è compresa fra le 18:30 e le 20:30. |
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| PRIME TIME |
E' la fascia oraria più pregiata e competitiva del palinsesto, cui corrisponde il più vasto bacino d'ascolto. In Italia il prime time va dalle 20:30 alle 22:30. |
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| PUNTATA |
E' un segmento narrativo incompiuto, che occupa un posto preciso nella sequenza temporale della storia ed è direttamente concatenato ai segmenti che lo precedono e lo seguono. Miniserie e serial sono composti da puntate. Di norma le puntate sono identificate tramite una numerazione progressiva e non hanno titoli autonomi rispetto al programma di cui fanno parte. |
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| RATING |
Rapporto percentuale fra il numero di spettatori (di un determinato segmento orario) e il campione statistico di riferimento (nel caso di Auditel, la popolazione italiana di età superiore ai quattro anni). |
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| RUNNING PLOT |
Equivalente di Continuing Story. |
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| SCENEGGIATO |
Alle origini della televisione italiana i programmi di fiction venivano chiamati sceneggiati: un nome tuttora ricorrente nel linguaggio comune e giornalistico. Lo sceneggiato era, essenzialmente, un adattamento letterario: un racconto a puntate (in media sei) tratto da un'opera di narrativa già edita o, come si diceva, "da opera d'autore". Veniva girato in studio con tecnologia elettronica, e agli inizi era trasmesso in diretta, come la ripresa di uno spettacolo teatrale. Da "I Malavoglia" a "I promessi sposi", da "David Copperfield" a "Resurrezione", da "Il mulino del Po" a "La cittadella" e a "I miserabili": nei primi due decenni della televisione italiana il grande repertorio del romanzo nazionale ed europeo è stato riversato in centinaia di sceneggiati, destinati a ottenere una enorme popolarità e a produrre vasti fenomeni di divismo televisivo. |
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| SERIAL |
Diretto discendente del feuilleton ottocentesco, il serial televisivo si caratterizza per due proprietà distintive: la segmentazione in puntate, e la lunga o lunghissima durata del racconto (mesi, anni). Per puntata si intende un segmento narrativo incompiuto, che occupa un posto preciso nella sequenza temporale della storia ed è direttamente concatenato ai segmenti che lo precedono e lo seguono. Le puntate di un serial non possono essere programmate in disordine e alla rinfusa, esattamente come non potrebbero essere impaginati alla rinfusa i diversi capitoli di un libro. A seconda che prevedano o meno una chiusura narrativa, i serial possono essere aperti (soap opera) o chiusi (telenovela). |
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| SERIALITA' |
Le caratteristiche fondamentali di ogni manifestazione seriale (comportamenti, prodotti materiali e simbolici) sono numerosità, similarità e ripetizione, ritorno del già noto, continuità attraverso regolari cadenze temporali. Tutte queste nozioni si applicano perfettamente alla fiction televisiva. Basta pensare agli episodi plurimi di una serie o al numero potenzialmente sconfinato delle puntate di un serial; alla riproposizione degli stessi protagonisti da un segmento narrativo (episodio o puntata) all'altro; alla ripetizione delle stesse formule narrative e di genere; alla estensione temporale cadenzata da appuntamenti quotidiani o settimanali, nella stessa collocazione oraria. (Vedi anche formato). |
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| SERIE |
Discendente dalle narrative popolari dell'ottocento, in particolare il romanzo di detection con le sue figure di "eroi ricorrenti" (ad es. Sherlock Holmes), la serie si contraddistingue per la suddivisione in episodi. Un episodio è un segmento narrativo autonomo e compiuto, che racconta una storia dall'inizio alla fine. Lo standard internazionale di durata di un episodio è di 50/60 minuti, così come il numero standard di episodi per ogni edizione di una serie è 12/13, trasmessi a cadenza settimanale. Ma esistono differenze ed eccezioni, a seconda delle tradizioni, delle tipologie e delle economie produttive dei diversi paesi. In quanto segmenti narrativi autosufficienti, gli episodi di una serie sono in linea di principio indipendenti gli uni dagli altri. Tuttavia i protagonisti e la comunità dei personaggi, i luoghi e gli ambienti delle storie, il genere dei racconti (poliziesco, hospital, fantascienza o altro), e in definitiva l'insieme degli elementi "ricorrenti" che ritornano un episodio dopo l'altro, fanno dei diversi segmenti narrativi una riconoscibile e inscindibile totalità, che costituisce il "mondo della serie". |
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| SERIE A INCASTRO |
Equivalente di serie serializzata. |
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| SERIE ALL'ITALIANA |
Peculiare variazione del modello della serie serializzata, la "serie all'italiana" ha caratterizzato la produzione di fiction domestica nel corso degli anni '90. Le caratteristiche della serie all'italiana sono: un numero ridotto di episodi (fra 4 e 8) di durata cinematografica (90'/100'); il protagonismo individuale o di coppia in cui la caratterizzazione del (dei) protagonista(i) è affidata in misura rilevante alla dimensione privata/familiare; la struttura ad incastro con i plot episodici inseriti all'interno di una cornice evolutiva (linea orizzontale) centrata su una storia relazionale che coinvolge il protagonista; realizzazione in pellicola.
Il pregio maggiore della serie all'italiana è stata la capacità di creare protagonisti convincenti e a tutto tondo, come il dottor Magri di "Amico Mio" (1993 e 1998), la serie che ha creato il modello, o il maresciallo Rocca protagonista dell'omonima fiction (1996, 1998, 2001). Il suo limite principale, la presenza di una linea orizzontale in genere una storia d'amore ("Amico mio", "Lui e lei") o una crisi coniugale ("Una donna per amico") destinata ad evolvere verso una forte chiusura narrativa (matrimonio, riconciliazione
) in coincidenza con lultimo episodio della serie e che ha sempre reso problematica la realizzazione di ulteriori edizioni del programma, anche in caso di successo. Con l'avvento, anche in Italia, della lunga serialità da prime time ("Incantesimo", "Un medico in famiglia", "Don Matteo") il modello della serie all'italiana sembra attualmente in declino. |
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| SERIE EPISODICA |
E' la serie classica, composta da episodi autoconclusivi, privi di continuing stories inter-episodiche. Questa forma di narrativa seriale nasce nell'800 con le serie di romanzi e racconti investigativi costruiti attorno ad un protagonista ricorrente (ad es. Sherlock Holmes). Negli USA la serie episodica si è affermata come uno dei modelli prioritari di fiction sin dalle origini della televisione, specialmente come prodotto da prime time, affiancando il modello soap pensato invece per il daytime. Dalla metà degli anni '50, centinaia di titoli seriali (e migliaia di episodi) declinati nei differenti generi, sono stati prodotti dall'industria statunitense secondo questa formula. Ad es. i polizieschi: "Perry Mason", "Magnum P.I.", "Charlie' Angels", "Il Tenente Colombo", "La signora in giallo"; le sitcom: "Mash", "Mork e Mindy", "I Robinson", "La tata"; le commedie: "Vita da strega'", "La famiglia Bradford"; la fantascienza: "Star trek". La serie episidica è stata massicciamente presente in numerosi contesti produttivi (G.B., Francia, Germania, Australia) mentre in Italia è stata poco praticata. A partire dagli anni '80, seguendo le novità introdotte dal producer Steven Bochco con "Hill Street Blues", molte serie episodiche sono state ibridate con elementi di continuità narrativa inter-episodica, dando vita ad una differente forma seriale: la serie serializzata. |
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| SERIE ANTOLOGICA |
A differenza di quel che avviene per le altre forme di serialità, gli episodi delle serie antologiche non presentano personaggi e ambienti ricorrenti. Ovviamente è assente ogni forma di continuità inter-episodica. L'identità della serie si fonda sulla peculiare declinazione di un genere, su un ben identificato stile narrativo, eventualmente su un elemento ricorsivo extradiegetico rispetto alla narrazione episodica (le famose presentazioni di Hitchcock all'inizio degli episodi dell'omonima serie). "Alfred Hitchcock Presenta" e "Ai confini della realtà", le più famose serie antologiche nella storia della fiction, appartengono al periodo delle origini della televisione americana. Attualmente è un modello poco praticato. |
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| SERIE SERIALIZZATA |
Sebbene la versione classica a episodi totalmente autosufficienti non sia affatto scomparsa (un esempio americano è "IAG", uno italiano è "Don Matteo"), molte serie contemporanee mostrano segni più o meno accentuati di commistione con la formula del serial. Definita "serie serializzata" o "a incastro", questa formula ibrida introduce elementi di continuità narrativa inter-episodica, solitamente legati alle vicende personali dei protagonisti (ad es. i matrimoni e i divorzi di Ross in "Friends" o la crisi coniugale del dottor Greene in "Emergency Room"). I singoli segmenti mantengono un grado elevato di autonomia, poiché c'è sempre una storia, il "caso" dell'episodio (anthology plot) portato a conclusione, e talvolta più d'uno; ma in aggiunta c'è una sorta di cornice o arco che si prolunga attraverso più episodi (running plot). La maggior parte delle serie italiane, da "Amico mio" a "Il maresciallo Rocca", da "Una donna per amico" a "Distretto di polizia", rientra nella tipologia delle serie serializzate. |
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Rapporto percentuale fra il pubblico di un determinato programma (di una fascia oraria, di una rete), e il totale degli spettatori che seguono la televisione nello stesso arco di tempo. |
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| SITCOM |
Sitcom è la forma abbreviata di "situation comedy" o commedia di situazione. La sitcom è una serie in episodi corti (24 minuti), che sono incentrati su situazioni umoristiche, e inframmezzati da applausi e risate registrate. La tradizione vuole che la sitcom sia girata in teatro davanti a un vero pubblico, come in gran parte dei casi avviene negli Stati Uniti; risate e applausi registrati simulano dunque il contatto diretto con gli spettatori. Ambienti fissi, personaggi ben caratterizzati, trattamento comico di problemi e conflitti relazionali: l'apparente semplicità della formula nasconde le regole esigenti di una struttura rigorosa, non facile da padroneggiare. A tutt'oggi la sitcom è il genere meno frequentato, e meno riuscito, della produzione di fiction italiana, mentre negli Stati Uniti e in Gran Bretagna le sitcom sono sempre state fra le fiction più popolari. "Fawlty Towers", creata e interpretata negli anni settanta dal geniale gruppo comico dei Monty Python, è considerata il miglior programma in assoluto della storia della televisione inglese. |
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Rapporto percentuale fra il pubblico di un determinato programma (di una fascia oraria, di una rete), e il totale degli spettatori che seguono la televisione nello stesso arco di tempo. |
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| SOAP OPERA
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La soap opera (o serial aperto) ha origini radiofoniche, che risalgono agli anni trenta; è così chiamata perché all'epoca, negli Stati Uniti, i serial radiofonici rivolti al pubblico delle casalinghe venivano non soltanto sponsorizzati ma direttamente prodotti dalle marche di detersivi e di saponi, come la Palmolive. Larga comunità dei caratteri, protagonismo policentrico, pluralità delle storylines parallele e intersecate: sono le componenti strutturali della soap, la cui caratteristica più peculiare risiede nell'assenza di una chiusura narrativa, di una totale "fine della storia". Autentiche storie infinite, le soap possono durare anni e perfino decenni senza mai giungere a conclusione. Le puntate di una soap hanno di norma una durata inferiore alla mezz'ora, e sono predisposte per una programmazione quotidiana in daytime. Si tratta del modello della Daily soap, egemone nel contesto statunitense e largamente presente anche in Europa, pur con alcune eccezioni. Ad es. In Italia "Un posto al sole" è attualmente programmato in prime time. Anche alcune delle più popolari soap inglesi vanno in onda in prime time. L'Italia è stato fra gli ultimi paesi europei ad avviare la produzione, tipicamente industriale, di soap domestiche. Le soap italiane, come "Un posto al sole" (1996), "Vivere" (1999), "Cento vetrine" (2001), sono quindi molto giovani; la Gran Bretagna ha soap pluridecennali e popolarissime - come "Coronation Street", in onda dal 1960, con oltre quindici milioni di spettatori a puntata che sono considerate vere e proprie istituzioni della televisione e della società inglese. |
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| SPIN OFF |
Si definisce spin off una fiction, di solito una serie, costruita attorno a un personaggio già comparso come comprimario o come guest character in una precedente serie. Negli USA i casi di spin off sono relativamente frequenti, mentre in Italia si tratta di una pratica sino ad oggi assente. "Lou Grant" (spin off di Mary Tayler Moore) e "Mork e Mindy" (spin off di "Happy Days") sono due fra i più famosi e riusciti esempi di questo procedimento. |
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| STORY LINE |
Linea narrativa, ovvero l'insieme degli eventi che coinvolgono gli stessi personaggi. Può trattarsi del plot centrale di una storia, o di un sub-plot (storie parallele o secondarie), di un plot episodico, di una continuing story. |
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| STORY EDITOR |
Figura professionale il cui compito è il controllo delle sceneggiature al fine di ottimizzarne le risorse narrative e, se si tratta di un prodotto seriale, di controllare che gli script dei singoli episodi o puntate siano coerenti (per contenuti, stile, corretto utilizzo di ambienti e personaggi fissi, ecc.) con il progetto complessivo formalizzato nella bibbia. Si tratta di una figura professionale imprescindibile nel processo di scrittura seriale, dove lo story editor spesso è anche (co-)autore della bibbia, ma può trovare collocazione, in chiave di consulente, anche su progetti non seriali come film (cinematografici e televisivi) e miniserie. Lo story editor di norma è anche uno sceneggiatore, ma nel suo ruolo deve esercitare il suo controllo sul lavoro di un altro scrittore senza intervenire direttamente sul testo della sceneggiatura. |
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| TELENOVELA |
Al pari della soap opera, la telenovela è un serial, ovvero una storia che si snoda attraverso molte puntate. Rispetto alla soap, tuttavia, la telenovela presenta due sostanziali differenze: 1) il numero delle puntate non è illimitato, ma contenuto nell'ordine delle centinaia (in media 160/200); 2) la storia narrata dalla telenovela evolve verso una chiusura totale, un epilogo definitivo. Si tratta dunque di un serial chiuso, la cui organizzazione narrativa prevede che le ultime decine di puntate siano istituzionalmente protese a tirare le fila e a risolvere i problemi e i conflitti della trama. Questa formula narrativa, la più simile al modello originario del feuilleton con cui condivide il carattere di permanente work in progress della scrittura, è soprattutto praticata nei paesi dell'America Latina: dove ha raggiunto altissimi livelli di popolarità e stabilito una tradizione sia di qualità artistica sia di densità di contenuti (storici, politici, sociali). La fiction italiana relativamente più simile a una telenovela è forse "Incantesimo". |
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| TIME SLOT |
Equivalente di Fascia Oraria. |
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